
Ti accorgi di quanti pensieri non sfogliamo mai?
Quanti restano nei loro in-folio,
privi di una mano che ne liberi le pagine?
Gemmare in primavera,
quasi la gemmazione degli esseri umani davvero esistesse.
Imparare a memoria opere e sinfonie.
Immaginarsi direttori di musici e cantanti.
Le cose più belle non viaggiano da sole,
se noi non le facciamo viaggiare.
Siamo il motore e quelle si muovono da sole, per inerzia.
Devono accadere e noi passarvi in mezzo.
Immaginarne una in Virginia, sotto larici debordanti vita.
Spostarsi col pensiero tra due punti del mondo,
come se fosse la stessa casa.
e l'altra salvifica del vento che ti sostiene.
Invertire i reattori atterrando su gemme di rugiada,
e a manetta ridecollare.
Guardarlo restando senza mare, come le barche dopo la pesca.
In bici senza mani; fare delle mani ali per sentire il vento.
Dividere il pane con un germano reale.
Divorare arachidi e pannocchie alle feste patronali.
Dare forma alle nuvole, trasformarle nei vortici di Penrose.
Cementare amicizie, vendicarmi. E poi chiedere perdono.
Mentire, e spudoratamente.
Inseguire la verità come una tappa provvisoria: segmento d’infinita vita.
Sentirsi infinitesimi e frattali.
Che la terra Meraviglia abbia il tuo nome,
e il nome che poi avranno i germogli e i frutti.
Da portare in te e con te, sempre.
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